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LA CAVA
La cava, ex fornace, era considerata da molti abitanti del posto, “maledetta”. Un vecchio documento spiegava che nel 1948, nel feudo di Surbo, alcuni soci guidati dal signor Perrone Francesco di Trepuzzi, erano decisi a costruire una fornace in quella cava per la cottura della calce, scegliendo quel luogo per le particolari condizioni territoriali e climatiche favorevoli alla cura di tale prodotto. Così in mezzo alla roccia venne costruita una grossa fornace in pietra di carparo e cemento armato. Gli affari per quei soci, ben presto andarono male, perché il prodotto finito non collimava con i loro interessi e anziché ricavare calce bianca, ne usciva materiale contaminato da altre sostanze.
Fu una grande delusione, tanto che si decise di rivolgersi alla Madonna, deponendo nella nicchia collocata sulla fornace, anche un quadro in suo onore.
I risultati non cambiarono, anzi si peggiorò la situazione. Presi dallo sconforto, fu bruciata l’immagine dell’Immacolata di Lourdes e i soci decisero di abbandonare la cava definendo il luogo invaso dal diavolo per un delitto commesso in quel luogo e quindi maledetto.
Anche se si raccontava che in quel luogo andava spesso a pregare Melania, la pastorella della Salette, ospite agli inizi del secolo XX, ospite del servo di Dio monsignor Zola, vescovo di Lecce.
Ben presto i surbini dimenticarono l’ex fornace lasciandola nell’abbandono più totale.
Angelo, non era a conoscenza dei misteri di quel posto, sino alla rivelazione dell’Angelo, il 7 giugno 1971.
Fu dopo qualche giorno che decise di raccontare il tutto ai genitori, anche per avere un sostegno morale, facendo promettere ai famigliari di tenere in segreto il luogo dove la Vergine stava preparando l’inizio di un grande Mistero.
Fu dapprima osteggiato e non creduto, ma finalmente il padre decise di conoscere il luogo tanto osannato dal figlio e in occasione dell’apparizione del 23 Luglio, munito di una macchina fotografica accompagnò Angelo alla cava.
Il signor Salvatore cercava almeno una prova su quello che raccontava il giovane. Ebbene da quella macchina fotografica, si ebbe ciò:in un negativo si delineò la figura della Beata Vergine, stupore per l’uomo per la prova così ecclatante capitatagli tra le mani. Nello stesso negativo, si evidenziava anche un Rosario posato sulla roccia come a rafforzare l’immagine.
L’esperimento fu tentato altre volte ma non si ottennero frutti. Il cuore di Angelo esultò dopo quel prodigio, credendo di aver trovato nel padre, una guida per tale Missione....(SCARICA IL DOCUMENTO COMPLETO IN FORMATO PDF)